L’Arte della Fotografia.

La visione umana, pur essendosi ampliata con il progredire dell’evoluzione, risulta ancora limitata, a volte circoscritta, ad una visione del mondo che abbia un senso logico dettato dalle regole della nostra mente, influenzata molto spesso dai media, dalle mode effimere, dai condizionamenti culturali.
Jean Baudrillard, sociologo e filosofo francese, affermò che “la nostra cultura postmoderna dipende ormai da canoni e da modelli talmente radicati da averci fatto smarrire ogni contatto con il mondo reale; non vi è più alcuna distinzione tra la realtà e la sua rappresentazione, esiste solo il simulacro, una simulazione di simulazioni.”
Questa perdita della realtà non è un concetto poi così difficile da comprendere per chi, come me, cerca di ritrarre il mondo che lo circonda concentrandosi, spesso, nei particolari, anche i più minuti, marginali ed apparentemente insignificanti.
Come artista ho intrapreso un cammino che rivalutasse il mezzo fotografico, ormai così snaturato, sminuito e vilipeso dall’avvento degli Smartphone e del conseguente inevitabile deserto digitale di immagini verso il quale ci stiamo inesorabilmente dirigendo, con una convinta e rinnovata ricerca della cosiddetta “realtà astratta”.
Non si tratta più di concentrarsi su elementi quali soggetto, contesto, cornice, composizione, storia. La Fotografia credo che, per essere considerata alla stessa stregua delle Arti Visive, debba esprimersi come una forma d’Arte, appunto, debba consistere in qualcosa che esprima fantasia, abilità, originalità, ricerca del bello.
Questa riqualificazione dell’espressione fotografica passa, inevitabilmente, attraverso la sperimentazione, attraverso un processo creativo che è in continua evoluzione, che si alimenta continuamente nella ricerca estetica del “qui” e del “bello”.
E’ un cammino, il mio, che si svolge attraversando soprattutto me stesso, penetrando in profondità nei miei sogni, nei miei desideri, nei miei lati in ombra.
Un percorso volto a liberare la mia fantasia, a cercare nel mio viaggio un interlocutore attento e predisposto al confronto.
La fotografia è, per definizione universalmente accettata, credibile.
Il mondo che provo ad “inventare” attraverso i miei scatti ha, comunque, attraversato prima l’obiettivo della mia macchina.
Forse è per questo che cambiare costantemente il mio punto di vista sui soggetti che fotografo potrei definirlo una “magnifica illusione”.
Credo che le fotografie possano e debbano considerarsi universi da esplorare, non devono necessariamente raccontare tutto, devono lasciare libera la fantasia, permettere all’immaginazione di cercare cosa possa esserci dentro, dietro, di lato, cosa ognuno di noi possa scoprire osservando l’immagine che ha di fronte.
Probabilmente questa sarà la nuova frontiera sulla quale si giocherà il futuro dell’espressione “Arte della Fotografia.”

Fabrizio Loiacono Photographer.

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