“senzaSesenzaMa”

Ove si cerchi una definizione, ovviamente soggetta ad un’attento livello di comprensione da parte di uno spettatore, di una galleria di immagini che ci mostrino la combinazione di sguardi tra il soggetto e chi lo sta guardando, in questo caso di chi lo fotografa, e dove il sovrapporre di oggetti di uso quotidiano o di feticistica memoria sembri confondere o imprigionare quell’attimo incantato dove chi “sa” e chi pensa di capire, colga il suo equilibrio di convivenza, può, cercando una chiave di lettura in questo nuovo lavoro del fotografo Fabrizio Loiacono, trovare, se non un responso definitivo, quanto meno una ricerca attenta e di sottile approfondimento.
Sono sguardi, non ritratti, occhi che racchiudono un viso ed un vissuto, parole sottese, scritte in immagini spesso di un disarmante realismo, mai sfuggenti o racchiuse in estetismi retorici, ma semplici e di reale impatto emotivo. Costruzioni e sovrapposizioni che non desiderano “raccontare”, ma fermare per un’attimo evanescente il dialogo muto del fare fotografia.
Qui chi si mostra possiede il dono della parola, quella magica parola pronunciata senza suono, la sua sembianza viene racchiusa e imprigionata dal “rumore” del quotidiano che ormai ci circonda senza scampo, ma non vi si cerchi disperazione o tentativo di fuga, la
prigione sembra intorno a noi ma è, invece, dentro di noi, ci possiede e solo l’intenzione di chi ritrae e di chi è ritratto, il loro scambio di sguardi, mostra che la strada è lì, vicina, ma apparentemente inarrivabile.
Comprendere ciò renderà loro la libertà tanto agognata.
Robert Phillips.

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